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E allora, solo allora realizza di essere sceso laggiù sì nell'illusione di rivalsa, ma ancor più per battere i dèmoni, per fargli vedere di cosa è capace l'uomo, di cosa è più forte un uomo: dolore, male, morte, mistero, di tutto ciò che può anche toglierli la vita ma non vincerlo, perché è questo il segno divino negli uomini, sfidare l'impossibile e ricominciare, ricominciare sempre. E allora Orfeo si volta, si volta apposta
, mica per sbaglio, e nemmeno perché non resiste più, come si dice in giro. Si volta perché dietro c'è il buio, davanti la luce, e un uomo è nella luce che deve vivere>>
Ecco, stavolta invece contano i dettagli. Una lettura veloce ma densa, carica di tutto quanto ci si dimentica invecchiando, di quella poesia capace di muovere le montagne, di sommergere il potere, l'utile, facendo risuonare una metafora sulla povertà spirituale di ogni ignoranza. E il desiderio postumo di averlo avuto come professore al liceo. Che a certe forze bisognerebbe essere esposti prima dei vent'anni.
Voto: nc, come gli allievi più brillanti
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Einaudi
... continua la serie degli spiegoni :D
ReplyDeleteVero, ma siamo andati in crescendo!
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